La chiave del successo di un colloquio sta nel sapere esibire in modo efficace l’insieme delle tue capacità personali e dimostrare come ciò faccia di te il candidato perfetto per quel ruolo. Per farlo, concentrarti esclusivamente sulle tue qualifiche, i corsi sostenuti e l’esperienza tecnica risulta senz’altro semplice, ma i recruiter danno lo stesso peso anche alle soft skill. Continua a leggere per saperne di più e per capire come mai siano così tanto prese in considerazione dai datori di lavoro. 

La differenza tra soft e hard skill

È facile riassumere le hard skill (a cui si fa riferimento anche come competenze tecniche) quando si scrive il CV o si risponde a un recruiter. Sono quelle cose che hai imparato, forse al lavoro, a scuola o all’università o attraverso corsi esterni – che permettono di incontrare i criteri di base di una specifica posizione. Alcuni esempi:

  • Abilità nell’utilizzo di un software specifico 

  • Padronanza di una lingua straniera

Risulta piuttosto difficile definire e dimostrare le soft skill (a cui si fa riferimento anche come capacità trasversali). Esse fanno riferimento alla tua personalità e al modo in cui ti comporti con le persone. Alcuni esempi:

  • Empatia

  • Pazienza

  • Problem solving

  • Capacità comunicative

  • Capacità di gestire il tempo

  • Capacità di dare priorità

Quanto sono importanti le soft skill per il datore di lavoro?

È facile sottovalutare le soft skill come meno rilevanti rispetto alle hard skill. Dopotutto chiunque potrebbe affermare di essere una persona organizzata e propensa al lavoro in team; più difficilmente si può invece affermare di sapere costruire da zero un sito web oppure di conoscere tre lingue.

Ma cambiamo punto di vista. La grande maggioranza delle persone che si candidano a un annuncio di lavoro saranno in possesso delle hard skill per ricoprire il ruolo in modo efficiente. Se necessario le hard skill possono anche essere insegnate; è solo questione di tempo (e qualche volta di investimenti in formazione). I candidati in possesso delle soft skill che fanno di loro la persona perfetta per quel ruolo sono, invece, molto più difficili da trovare.

Le soft skill possono dimostrarsi la vera carta vincente al momento del colloquio. Sono fortemente tenute in considerazione dai datori di lavoro perché dimostrano la tua abilità e capacità di saperti adattare perfettamente a quell’ambiente professionale e collaborare in modo efficiente con i tuoi nuovi colleghi.

Quali sono le soft skill più preziose? 

Ogni datore di lavoro valuterà naturalmente come più importanti certe soft skill piuttosto che altre. Ad ogni modo, una ricerca di iCIMS, azienda statunitense di software, suggerisce che alcune soft skill siano più preziose di altre. Sulla base di un sondaggio tenuto con professionisti del recruiting, iCIMS ha evidenziato che le tre top soft skill che un candidato dovrebbe possedere sono: 

  • Problem-solving (richiesto dal 62% dei recruiter)
  • Flessibilità (49%)
  • Time management (48%)

Inoltre lo studio ha rivelato che il 58% dei recruiter credono che le soft skill siano più importanti in posizioni senior piuttosto che in quelle entry-level. In altre parole, più progredisci nella tua carriera, più le tue soft skill assumeranno importanza.

Come evidenziare le tue skill durante un colloquio

Se stilare una lista di hard skill è piuttosto semplice, fare lo stesso per le soft skill può risultare molto più sfidante. Parlare costa poco; i recruiter vogliono sentirti sostenere le tue affermazioni con esempi reali, casi in cui hai davvero dato dimostrazione delle soft skill in questione. Prima del tuo colloquio prenditi del tempo per identificare tre o quattro scenari in cui le tue soft skill ti hanno aiutato ad affrontare con successo delle sfide nella tua esperienza lavorativa.

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