Il concetto di smart working è sempre più diffuso tra le aziende e nel mondo del lavoro in generale. Si tratta di un modello organizzativo che, purtroppo, viene troppo spesso sovrapposto a quello di lavoro da casa o di telelavoro. Scopriamo insieme qual è il vero significato di smart working e come mai ha rivoluzionato il mondo del lavoro. 

Cos'è lo Smart Working?

Noto anche come Lavoro Agile, lo smart working è una vera e propria filosofia manageriale che affonda le proprie radici nella volontà di restituire ai lavoratori - a fronte di cospicua responsabilizzazione sui risultati - un’adeguata flessibilità e autonomia nella scelta di strumenti, orari e luoghi in cui svolgere le proprie mansioni. È quindi un nuovo modo di concepire e strutturare le attività all’interno di un team aziendale che si fonda su tre principi cardine: flessibilità di luoghi e tempi, tecnologia e nuova cultura organizzativa. 

Per comprendere le implicazioni e la portata rivoluzionaria dello smart working è opportuno chiarire quali siano le differenze, ad esempio, con il telelavoro. Sebbene i due concetti possano essere spesso confusi, il lavoro agile si presenta come una vera e propria forma contrattuale tra l’azienda e il lavoratore all’interno di un rapporto di lavoro subordinato. Inoltre, lo smart working supera e completa quello di telelavoro dal momento che offre a chi ne può usufruire una maggiore flessibilità e autonomia all’interno delle attività di remote working. 

Perché le aziende stanno implementando lo smart working?

Il fenomeno dello smart working è sempre più diffuso, anche in Italia, non solo nelle grandi aziende, ma anche nelle PMI. Numerose sperimentazioni in questo senso hanno dimostrato come il lavoro agile, oltre a subire un concreto “effetto moda”, stia riscuotendo un crescente successo. 

Tuttavia, salvo casi di emergenza, continua a permanere una forte disinformazione su questo tema che porta ad interpretazioni spesso superficiali ed approssimative dello smart working stesso. Secondo un recente studio condotto dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano su un campione di aziende italiane con un numero di dipendenti compreso tra i 10 e i 250, è emerso quanto segue: 

  • il 12% dichiara di disporre della struttura e dell’attrezzatura necessaria per lo smart working;
  • il 18% lavora già utilizzando lo smart working, sebbene non abbia la struttura adeguata a farlo; 
  • il 3% dichiara di potersi avvalere di questa modalità di lavoro; 
  • il 6% decide di dotarsi della tecnologia adeguata a strutturarsi nello smart working. 

Per avere un’idea concreta della diffusione in Italia dello smart working, è opportuno ricordare la crescita significativa registrata tra il 2018 in cui erano stimati 480.000 lavoratori agili, al 2019 in cui si è arrivati a 570.000 smart worker. 

Questi si differenziano dai lavoratori che si recano ogni giorno presso il proprio ufficio non solo per una maggiore soddisfazione professionale, ma anche per una migliore padronanza delle competenze digitali nonché un rapporto positivo con il proprio datore di lavoro e i colleghi. 

I lavoratori richiedono sempre più spesso la possibilità di lavorare da casa in modalità smart working. Ma perché?

Il numero di lavoratori che richiede la possibilità di svolgere le proprie mansioni attraverso lo smart working cresce ogni anno, anche in Italia. Tra le principali ragioni che portano a questa richiesta è opportuno ricordare: 

  • Flessibilità: come accennato, a differenza del Telelavoro, lo smart working non impone limiti spazio-temporali al lavoratore. Di conseguenza ciascuno è libero di svolgere le proprie attività quando meglio ritiene e da dove preferisce, con una conseguente cospicua responsabilizzazione nei confronti dei risultati da ottenere. 
  • Riduzione dei tempi e dei costi di trasporto: venendo meno la necessità di doversi recare in ufficio ogni giorno, lo smart worker ha la possibilità di sfruttare il tempo che avrebbe impiegato per recarsi a lavorare per dedicarsi ad altre attività. Inoltre, la possibilità di utilizzare meno l’automobile - uno dei principali mezzi di trasporto impiegati dagli italiani - comporta una significativa diminuzione dello stress. 
  • Aumento della soddisfazione professionale: grazie alla possibilità di organizzare la giornata come si ritiene più opportuno, il lavoratore agile ha una maggiore percezione della soddisfazione lavorativa per il lavoro svolto. 

Quali sono i benefici di lavorare da casa in Smart Working?

Lo smart working - inteso come nuovo approccio all’organizzazione delle attività produttive - comporta numerosi vantaggi non solo per i lavoratori, ma anche per l'azienda e per l’ambiente.

Dal punto di vista del lavoratore, come abbiamo sottolineato, si verifica una riduzione notevole dei tempi di spostamento (circa 60 minuti in meno) e dei costi di trasferta. Inoltre, viene spesso sottolineata dagli smart worker il crescente appagamento per le proprie attività, grazie alla possibilità di svolgerle quando e dove si preferisce. 

Dal punto di vista dell’azienda, è opportuno ricordare che lo smart working non solo permette di risparmiare sui costi fissi di struttura, ma anche di creare un “team digitale diffuso”, capace di lavorare da remoto ed entrare ugualmente in empatia con il resto dei colleghi. Inoltre, offrire la possibilità di lavorare in smart working contribuisce a rafforzare la brand awareness dell’azienda e migliorare la percezione che i lavoratori hanno dell’azienda stessa. 

Infine è fondamentale ricordare che lo smart working - riducendo notevolmente gli spostamenti per ragioni lavorative - consente una significativa riduzione delle emissioni di Co2 nell’ambiente.

Grazie alla continua attività di ascolto verso le necessità delle aziende, selezioniamo anche talenti che desiderino sfruttare tutte le potenzialità dello smart working. 

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